28/08/2017, 13:54 | Di Mariano Barisani | Categoria: News

Rassegna Stampa dei quotidiani sportivi

RASSEGNA STAMPA  TUTTO SPORT Scritto da PIER FILIPPO SESSA PESCARA

SPETTACOLO ALL’ ADRIATICO: FOGGIA TRAVOLTO 5-1 PETTINARI SCATENATO SEGNA UNA TRIPLETTA

PESCARA. Non è rimasto deluso chi si attendeva una scorpacciata di reti in Pescara-Foggia. E nemmeno chi si aspettava un Pescara subito strabordante. Gli adriatici hanno annichilito il Foggia, poco attento in difesa e troppo discontinuo per impaurire gli uomini di Zeman, che non si è lasciato intenerire dal passato e dalle sette stagioni vissute in rossonero, impartendo una lezione di calcio alla squadra di Giovanni Stroppa, altro ex della contesa. Prima del calcio d’inizio le due formazioni hanno ricordato il compianto Francesco Mancini, portiere del Foggia per dieci stagioni, scomparso il 30 marzo del 2012 quando era allenatore dei portieri al Pescara. La partita. Il Pescara ci mette 7’ a far saltare il banco: Pettinari, ben imbeccato da Proietti, fa secco Guarna. Il Foggia si fa vivo con Fedato, che al 16’ impegna l’attento Pigliacelli, poi è Rubin a mettersi in proprio con un tiro velenoso. Il Pescara nel finale di frazione soffre le offensive degli ospiti, che si avvicinano al pareggio con Deli, ipnotizzato dal prodigioso intervento di Pigliacelli. Nell’intervallo Zeman lascia negli spogliatoi Coulibaly e Capone e getta nella mischia Palazzi e, soprattutto, Benali fuori a sorpresa dall’undici di partenza. Il primo guizzo della ripresa lo regala Chiricò, poi si scatenano Pettinari e l’inglese naturalizzato libico. All’11’ l’attaccante concede il bis servito da Crescenzi. Il Foggia barcolla e crolla al tappeto sette minuti più tardi abbattuto da Benali. Stroppa si affida alla panchina, ma il Foggia non trova sbocchi. Il Pescara è padrone del match e in tre minuti archivia la pratica con Mancuso, entrato al posto di Del Sole, e ancora con Pettinari (tripletta). Al 44’ c’è tempo anche per il gol della bandiera di Gerbo. Il Pescara può ambire alla promozione diretta.

Corriere dello Sport scritto da Giancarlo Febbo
GLI ABRUZZESI HANNO CONFERMATO DI ESSERE UNA DELLE FAVORITE PER LA PROMOZIONE

GRAN PESCARA ED È SUBITO ZEMANLANDIA

Il boemo non sbaglia il debutto in campionato con la sua squadra rinnovata  dalle fondamenta ed esalta subito i tifosi accorsi in oltre 12 mila all’ Adriatico

PESCARALANDIA ZEMAN IMPLACABILE: FOGGIA TRAVOLTO DA PETTINARI (3 GOL), BENALI E MANCUSO

PESCARA 5 FOGGiA 1

PESCARA (4-3-3): Pigliacelli 7,5; Crescenzi 6,5, Coda, 6,5 Perrotta 6,5, Mazzotta 6,5; Coulibaly 6 (1′ st Palazzi 6,5) Proietti 6,5, Brugman 6,5; Del Sole 6,5 (32′ st Mancuso 7), Pettinari 8, Capone 6 (1′ st Benali 7). a disp.: Fiorillo, Ganz, Valzania, Campagnaro, Carraro, Cappelluzzo, Baez. all.: Zeman 7,5. Foggia (4-3-3): Guarna 5,5; Gerbo 5,5, Martinelli 5, Empereur 5, Rubin 5; Agnelli 6 (32′ st Beretta sv), Agazzi 6, Deli 5,5 (19′ st Fedele 5,5); Chiricò 7, Mazzeo 5,5, Fedato 6,5 (16′ st Floriano 6). a disp.: Pelizzoli, Figliomeni, Tarolli, Coletti, Calderini, Celli, Ramè. all.: Stroppa 6. arBitro: Saia di Pa 6,5. guardalinee: Bresmes-Tardino. Quarto uomo: Mei. MarCatori: 7′ pt Pettinari (P), 11’st Pettinari (P), 18′ st Benali (P), 33′ st Mancuso (P), 36’ st Pettinari (P), 44′ st Gerbo (F). Ammoniti: Agazzi (F), Perrotta (P), Mazzotta (P). note: raccoglimento in memoria di Franco Mancini e delle  vittime del terremoto di Ischia. Spettatori 12.672, incasso di 118.175 € (abb.  4.791, rateo 30.616 €). Angoli: 4-7. Rec.: 2′ pt, 2′ st.

di Giancarlo Febbo PESCARA Come da pronostico, gol a grappoli, non equamente distribuiti. C’è chi si è diverte tanto e chi molto meno, come Stroppa che incassa dal maestro boemo una lezione ancor più dura dell’immaginabile, dopo l’illusione di poter reggere il confronto. Lezione non  tanto di gioco, quanto di cinismo. Forse zemanlandia è già tornata, anche se ha sembianze diverse.

DUBBI. Alla fine del primo tempo sorge il dubbio. Non si riesce ancora a comprendere se questo Pescara è un’evoluzione della specie, cioè con un’applicazione più riflessiva e meno spregiudicata della filosofia zemaniana, oppure è solo una fase di maturazione. Sta di fatto che il pallino del gioco è sempre in mano al Foggia che prova in tutti i modi a cercare di rendersi pericoloso, sfiorando più volte il pari con Fedato, Deli e Chiricò. I padroni di casa, dopo una sfuriata iniziale, si limitano a gestire il vantaggio, dando la sensazione di poter essere letali in contropiede. Gli ospiti sono scottati dal vantaggio biancazzurro, frutto di un pressing forsennato su un presuntuoso tentativo di disimpegno di Gerbo, cui Proietti ruba palla per rifornire Pettinari che insacca. Episodio che condiziona a lungo il Foggia. RIPRESA. A inizio ripresa, così come nel primo tempo, è il reattivo Pigliacelli a salvare i suoi sull’ottima incursione di Chiricò. Rossoneri padroni del campo, ma il trucchetto del boemo funziona. D’altronde, le verticalizzazioni, i tagli e le sovrapposizioni possono schiudere grandi orizzonti. Succede, a esempio, quando “sale” Crescenzi a destra e serve Pettinari che s’inventa un delizio “tocco sotto” per il raddoppio. Oppure in occasione del tris con un chirurgico diagonale di Benali. Poi ci si mette pure Mancuso che impiega meno di 30 secondi a bagnare l’esordio in B con un gol. Quindi la tripletta di Pettinari, che si è scelto la maglia nº 17 che fu di Immobile e la onora a dovere con un’azione personale strepitosa sulla linea di fondo. Insomma, per i satanelli un finale da tregenda, e fa quasi tenerezza l’esultanza di Gerbo quando realizza il gol della bandiera.

La rete di Gerbo  non cancella l’errore grave  in avvio

LA NOVITÀ in Conferenza Zeman Ci Va Con Stroppa

PESCARA (g.f./ gieffePress) E’ Pettinari l’eroe del pomeriggio con la sua tripletta e se ne torna a casa col pallone della gara. «Stanotte ci dormo – sorride – no, scherzo, è per mio figlio Mattia che me lo ha chiesto». intanto Zeman e Stroppa inaugurano la conferenza stampa congiunta. il boemo confessa di invidiare al collega l’organizzazione di gioco. «i miei sono tutti nuovi e prima che comincino a giocare da squadra, ci vorrà tempo. Difesa troppo passiva. C’erano tanti Primavera e con tutta quella gente sugli spalti si sono emozionati. il Foggia? Un po’ sbilanciato in avanti, come capitava a me un tempo». al suo fianco uno Stroppa amareggiato. «Dispiace aver creato tanto e finire con un passivo di 5 gol. i primi due ce li siamo fatti da soli, poi è mancata la testa. Potevamo riaprila, ma non ci abbiamo creduto. Mi prendo io la responsabilità».

La Gazzetta dello sport scritto da Nicola Berardino INVIATO A PESCARA
Zemanlandia è a Pescara Pettinari,un vero show. L’attaccante segna una tripletta e il boemo stende il«suo»Foggia La squadra di Stroppa gioca alla grande per 40 minuti poi si scioglie

PESCARA. È tornata Zemanlandia. In modo fragoroso e spettacolare,tra emozioni e beffe, come al solito, ma come se fosse sempre la prima volta. Con gli interpreti della versione originaria, cioè Zeman e il Foggia, ma con il Pescara nel ruolo di protagonista annunciato per questo campionato di B.Vince il boemo col suo calcio eterno che sa sempre sfornare un nuovo laboratorio di sogni. Va in archivio un 5-1 che non racconta bugie ma nasconde 40 minuti di calcio bellissimo da parte del Foggia. Come se i rossoneri guidati dall’ex allievo del boemo,Stroppa, non volessero sfigurare con il loro 4-3-3 nel giorno del ritorno in B dopo 19 anni infiniti. E questo Pescara  – Foggia verrà ricordato anche per la scena che domina nel dopo partita: Zeman e Stroppa insieme in conferenza stampa. Con la nostalgia che mischiava il tempo e addolciva tutto. Anche l’amarezza del tecnico del Foggia, risollevato dall’ ironia del boemo. Tutti e due prima della partita avevano abbracciato sul campo il figlio del compianto Franco Mancini nell’ universo di brividi dell’Adriatico. IN PRIMO PIANO C’è la tripletta di Stefano Pettinari a timbrare la vittoria che porta subito in vetta il Pescara. Forse ha contato anche quel suo numero di maglia, il 17, appena preso: è stato di Ciro Immobile,da queste parti è ritenuto ancora il re del gol per quei 28 centri che nel 2012 portarono in A il primo Pescara di Zeman. Lo spot sulla velocità apre la partita. Lo mandano in scena gli abruzzesi: avvio arrembante, al 7’ Proietti porta via un pallone ad Agazzi e scatta per innescare Pettinari, che sblocca la partita. Il Foggia è in tilt, quasi impietrito. Suona la carica Chiricò che comincia a svolazzare per il campo col suo talento rimasto troppo tempo in clandestinità. Ma lievita tutta la squadra di Stroppa. Sembra un gioco della memoria: come il remake di un Foggia di Zeman. Rubin e Fedato sono due schegge sulla sinistra. I movimenti sono quelli del manuale di Zemanlandia: Stroppa ha studiato bene. Ma i suoi giocatori sciupano e devono fare i conti con un Pigliacelli in vena di prodezze. A fine primo tempo, una parabola di Chiricò va fuori ed in avvio di ripresa, al 5’, l’ala si fa ipnotizzare in un faccia a faccia col portiere pescarese. È quello il bivio della partita. Perché,al 12’ sbuca ancora Pettinari a colpire su una discesa di Crescenzi, ch emette al tappeto i difensori di Stroppa. CROLLO FOGGIA Il raddoppio del Pescara è l’inizio di una partita, quella che esalta il desiderio sfrenato di gol di Zemanlandia. Arriva il tris con Benali, subentrato a Capone, su corridoio di Brugman, specialità di casa Zeman. Al primo pallone toccato Mancuso, entrato al posto di Del Sole, firma il suo primo gol in B con una girata d’applausi. E poi anche Pettinari scova il colpo d’autore per la sua prima tripletta: tunnel a Empereur, dribbling e pallone sotto l’incrocio da posizione angolata. Il Foggia è come sciolto sotto i 34 gradi dell’Adriatico (anche due cooling break), ma non è questione di caldo o di condizione.«Dopo il raddoppio del Pescara abbiamo abbassato la testa e questo non va bene», l’autocritica di Stroppa.Ma al 44’quando Gerbo infila Pigliacelli con un tiro dalla distanza esulta perché quel gol conta pure in una giornata da Zemanlandia doc. Alla fine applaudono tutti,compresi i 1.200 tifosi del Foggia: anche loro sono cresciuti nel mito del bel calcio, quello di Zeman

 

Mariano Barisani

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